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Addio Maradona, il ricordo delle grandi sfide contro l’Inter

La scomparsa di Diego Armando Maradona sconvolge il mondo del calcio. L’Inter gli rende omaggio definendolo il più grande avversario di sempre e ricorda le sfide scudetto con il Napoli.

Diego Armando Maradona è morto mercoledì 25 novembre 2020 nella sua Argentina, a 60 anni. Tutto il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa del giocatore più amato e discusso del secolo scorso, per tantissimi il più forte di sempre. L’Inter lo ricorda con un messaggio da brividi su Twitter: “Ogni epoca ha avuto un grande numero dieci, poi c’è stato il numero dieci di ogni epoca. Maradona non è stato solo un grandissimo avversario, è stato il più grande. Ciao Diego”.

L’Italia e i tifosi delle squadre italiane hanno avuto la fortuna di poter ammirare il genio calcistico di Maradona da molto vicino. Gli anni ’80 sono stati il magico decennio del calcio italiano. Prima Zico, Platini, Rummenigge, e i campioni del mondo dell’82, poi Matthaus e Brehme, infine Van Basten e Gullit. Ma soprattutto, dal 1984 al 1991 la Serie A è stato il campionato in cui giocava Diego Armando Maradona. Il numero dieci argentino in quegli anni mostra al mondo tutta la sua classe con il Napoli e con la nazionale Argentina, vincendo due scudetti e un mondiale da protagonista assoluto.

Il ricordo di Maradona e i messaggi dei nerazzurri

“Ricordare, rievocare, riguardare, ammirare. Ora non resta che questo. Aggrapparsi ai video, alle foto, alle videocassette di quegli anni e andare a rivedere quelle sfide, andare a osservare, per la centesima, forse millesima volta, quello che quel piede divino sapeva tradurre sul campo.” Si apre così, sul sito ufficiale del club nerazzurro, l’omaggio reso dall’Inter al ricordo di Diego Armando Maradona.

Tutti i personaggi del mondo Inter hanno voluto ricordare con un pensiero speciale Maradona. A partire dai tanti connazionali argentini che hanno vestito la maglia nerazzurra, come il vice-presidente Javier Zanetti che lo ha definito “unico, ma anche Cambiasso, Milito, Lautaro Martinez che hanno spiegato quanto sia una giornata tristissima per tutto il popolo argentino. Si uniscono al ricordo anche quei giocatori che con la maglia dell’Inter hanno affrontato Maradona da avversari, come Zenga, Matthaus, Rummenigge. Per loro Maradona era diverso, tanto temibile da affrontare quanto bellissimo da ammirare. Infine i messaggi dei campioni più recenti della storia dell’Inter, come Baggio, Ronaldo, Vieri: per tutti loro, ma non solo, Maradona è stato un’ispirazione, un modello inimitabile e un genio che tutti ammireranno.

L’Inter dei record e la rivalità con Maradona

Maradona al Napoli ha segnato un’epoca. E non solo per i tifosi napoletani. In quegli anni di Serie A, come detto, l’Italia calcistica era piena di grandi campioni. “El Pide de Oro” riuscì a regalare, con le sue invenzioni, prima il mondiale all’Argentina, e poi due scudetti al Napoli. Un’impresa che fu unica per il popolo partenopeo, ma furono vittorie altrettanto incredibili proprio per il calibro degli avversari di Maradona.

Una delle sfide più appassionanti fu proprio quella tra il Napoli di Maradona e l’Inter dei tedeschi (Brehme, Matthaeus e Klinsmann). Nel 1989, i nerazzurri conquistarono lo scudetto e la squadra guidata da Trapattoni venne definita “l’Inter dei record” (per il primato di punti raggiunto nell’epoca dei due punti a vittoria). Quell’anno fu il Napoli l’unica squadra in grado di reggere il confronto con l’Inter guidata da Matthaus, il quale con il suo gol su punizione, nello scontro diretto contro il Napoli, consegnò il tricolore ai nerazzurri.

La sfida tra i numeri dieci continuò, tanto che l’anno successivo Maradona si prese la sua rivincita e vinse il secondo scudetto. Poi i due si ritrovarono contro nella finale dei Mondiali di Italia ’90, ma stavolta furono i tedeschi a vincere, con il gol dell’altro interista Brehme.  A testimonianza del grande rispetto tra i due campioni, Maradona definì Matthaus “il miglior avversario della sua carriera”. 

Il mondo del calcio ha amato Maradona e lo ha venerato per la sua eccezionalità, e continuerà a farlo “ricordando, rievocando, riguardando, ammirando” le gesta di un giocatore unico.

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