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Inter-Siviglia, Conte carico: “Per entrare nella storia serve solo vincere”

Il tecnico nerazzurro prima della finale di Europa League carica l’ambiente e dribbla le domande sul futuro: “Penso al presente, mi godo la finale”

Venerdì 21 agosto l’Inter giocherà la partita più importante della sua infinita stagione, molto probabilmente la più importante degli ultimi dieci anni: la finale di Europa League. Certamente non è come giocare la finale di Champions, ma è pur sempre una finale e queste partite devono essere vinte perché: “La gente si ricorda solo quando vinci le finali”.

Questo il pensiero di Conte – ma sicuramente sarà anche quello di tutti i tifosi interisti – e il tecnico lancia il suo messaggio: La storia la scrive chi vince, questo deve essere per noi una spinta in più per ottenere il massimo. Io da giocatore ne ho anche perse tante, eppure il pensiero va solo a quelle finite bene”.

“Negli anni ho imparato a godermi i momenti”

Con la stagione che volge al termine e con quella successiva alle porte, non poteva mancare la domanda sul futuro del tecnico salentino che però ha imparato dal passato e glissa con stile: Non ho mai pensato che questa potesse essere la mia ultima partita con l’Inter. Negli anni ho imparato a vivere il momento, per esempio ora mi godo questa conferenza a fianco di due campioni (Godin e Handanovic). Questo ho capito nella mia vita: penso al presente, senza rimpianti”.

Sicuramente l’esperienza è la cosa che i giocatori e l’ambiente del Siviglia ha in più rispetto all’Inter, con le numerose presenze nelle coppe europee e l’abitudine a giocare questo tipo di partite viste le tre vittorie finali consecutive tra il 2013 e il 2015. Ma Conte continua a ripetere che non deve esserci nessuna paura: “La paura non fa parte del mio vocabolario né quello dei miei calciatori. Abbiamo grande rispetto dell’avversario, stimiamo la squadra e la storia, la loro esperienza nella competizione ma se siamo qui è perché abbiamo le nostre carte da giocare e cercheremo in tutti i modi di giocarcele nel migliore dei modi.

“Ora c’è coraggio a fare cose di cui prima avevamo paura”

A chi gli chiede se si aspettasse tutto questo al primo anno di Inter, il tecnico salentino risponde che il lavoro fatto paga sempre: “Lavoriamo da tempo è normale che le nozioni vengano immagazzinate, ma ora stiamo trasformando il lavoro tecnico-tattico che abbiamo fatto. Il gruppo è migliorato tanto, merito loro perché c’è sempre stata abnegazione e hanno creduto in ciò che ho proposto e ora c’è coraggio a fare determinate cose di cui prima avevamo paura”.

Conte durante il suo primo anno da allenatore di club è sempre riuscito a portare a casa un trofeo, in verità in tutte le stagioni iniziate e concluse con la stessa squadra ha sempre vinto qualcosa: Il mio pensiero è comunque rivolto al club e ai calciatori che devono giocare al massimo in queste partite. Personalmente, è il mio quarto anno che partecipo in competizioni europee, ho fatto tutti gli step: i quarti in Champions e in Europa League mi gioco la finale, è bello. Ci tengo, ma per il club e i tifosi in modo particolare. Sono dieci anni che mancava una finale e sono tanti”.

“Il merito della finale è di tutti: dai giocatori ai giardinieri”

Il tecnico nerazzurro come sempre sa come caricare al meglio l’ambiente, in vista di una partita importantissima come questa. Riportando le dichiarazioni fatte durante la sua presentazione come allenatore dell’Inter dice: “Avevo scelto l’Inter perchè avevo capito che c’era almeno una piccola possibilità di vincere, almeno l’1%. La percentuale è aumentata strada facendo, merito dei ragazzi, dello staff, di chi ha lavorato con noi, dai magazzinieri ai giardinieri. Ho trovato un gruppo encomiabile, alla fine siamo riusciti ad essere competitivi in tutte le competizioni, onore ai ragazzi. La mia percezione di poter arrivare al successo è cresciuto quando ho visto che le mie idee attecchivano“.

Proprio per questo Conte continua a spronare i calciatori a dare tutto quello che hanno per poter dare una gioia ai tifosi interisti: “Dobbiamo dare tutto. È vero che c’è meno esperienza rispetto a loro, perché il Siviglia in questi anni ha avuto una storia importante e sono avvantaggiati da questo punto di vista. L’importante è essere mentalmente liberi, sono occasioni che possono ritornare ma a volte e c’è solo un modo per scrivere la storia di un club: vincere.

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