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Leggende nerazzurre

Leggende nerazzurre: Diego Milito, l’eroe di Madrid

El Principe Milito è stato l’attaccante di punta per il Triplete dell’Inter nel 2010. Indimenticabile la sua doppietta al Bayern Monaco

Esplode solamente a 30 anni ma le sue umili origini gli hanno insegnato a non mollare mai e a impegnarsi sempre, tanto da diventare fondamentale il 22 maggio 2010: la notte in cui – a Madrid – il Principe Diego Milito diventa re.

Con la maglia dell’Inter saranno cinque anni intensi pieni di titoli in bacheca, gol e immense gioie. Una squadra che l’attaccante argentino difficilmente dimenticherà, come ammesso da lui stesso nel giorno del suo ritiro dal calcio: “Ho vissuto momenti indimenticabili. Ho ricevuto tantissimo affetto dalla gente nerazzurra. Non potrò mai dimenticarli“.

Diego Milito: la storia

Diego Milito nasce il 12 giugno 1979 a Bernal, una città vicina alla provincia di Buenos Aires. Esordisce a 20 anni nel Racing Club in cui totalizza 34 gol in 137 presenze vincendo il torneo di Apertura del 2001, titolo che la squadra argentina non conquistava dal 1966. Cattura l’attenzione dei club europei e nel gennaio 2004 viene acquistato dal Genoa. Dopo una stagione e mezzo in cui segna 34 reti in 62 presenze, lascia la squadra ligure a causa della retrocessione in Serie C1 inflitta dalla giustizia sportiva e viene ceduto in prestito biennale al Real Saragozza per 2 milioni di euro, riscattandolo dopo un anno per ulteriori 5 milioni. Nel 2007/08 la squadra spagnola retrocede e l’attaccante torna al Genoa al costo di 13 milioni esplodendo definitivamente con 24 reti in campionato. Dopo un anno lascia la squadra rossoblu – insieme a Thiago Motta – per approdare all’Inter per 25 milioni di euro.

Il primo anno in nerazzurro sarà speciale. La prima presenza è datata 8 agosto 2009, nel match di Supercoppa italiana perso contro la Lazio 2-1 e il primo gol lo segna su rigore 21 giorni dopo nel derby contro il Milan vinto 4-0, nella seconda giornata. Quella stagione segna 30 gol in 52 partite ma gli ultimi quattro furono importanti per la vittoria del Triplete: infatti realizza il gol vittoria contro la Roma in finale di Coppa Italia, segna contro il Siena nell’ultima giornata di campionato e infine mette a referto l’indimenticabile la doppietta al Bayern Monaco in finale di Champions League a Madrid, riportando la coppa a Milano dopo 45 anni. “Una gioia mai provata, indescrivibile. Io ho sempre lottato, ho cercato di dare il massimo e di imparare anche se ho 30 anni. Ce lo meritiamo“, dirà commosso l’attaccante argentino.

Nonostante le voci di un suo trasferimento al Real Madrid con Mourinho, Milito rimane all’Inter ma il cambio di allenatore non porta benefici alla squadra. Con Benitez riesce a vincere la Supercoppa italiana e il Mondiale per club ma non la Supercoppa europea persa 2-0 contro l’Atletico Madrid, match in cui l’argentino sbaglia un rigore nei minuti finali. Nella stagione 2010/11 non riesce a ripetersi a livelli altissimi nonostante la vittoria della Coppa Italia, segnando solo 8 gol in 34 presenze.

L’anno successivo ritorna ad essere straripante, arrivando a segnare quattro gol contro il Palermo: l’ultimo poker di un giocatore nerazzurro risaliva a quello di Christian Vieri rifilato al Brescia nel dicembre del 2002. A fine stagione decide il derby contro il Milan con una tripletta – vinto poi 4-2 – e con 50 gol in Serie A supera Ronaldo nella classifica dei bomber nerazzurri.

Nel 2012 è l’attaccante con più gol segnati in un anno (28). Il 14 febbraio 2013 subisce una doppia lesione al legamento crociato anteriore e al collaterale esterno che ne penalizzano il finale di carriera. Gioca la sua ultima partita in Serie A contro il Chievo il 18 maggio 2014, lasciando l’Inter dopo 171 presenze, 75 gol e sei titoli in bacheca.

Decide di tornare in Argentina, al Racing Club, dove vince il titolo nazionale nel 2014. Si ritira definitivamente dal calcio giocato – con 254 gol in 608 presenze – il 21 maggio 2016.

Diego Milito: il palmares

La sua collezione di trofei si concentra tutta nei primi due anni all’Inter in cui la carriera è al culmine. A livello personale, viene nominato come miglior attaccante e miglior giocatore della Champions League 2009/10 ma non è stato inserito nei 23 giocatori che si sono contesi il Pallone d’Oro nel 2010.

1 Campionato italiano

2 Coppe Italia

1 Supercoppa italiana

1 Champions League

1 Mondiale per club

Diego Milito: la carriera in Nazionale

L’avventura di Milito con la nazionale Argentina non è stata molto brillante. La sua prima presenza arriva il 31 gennaio 2003 contro l’Honduras ma viene convocato così poche volte che non partecipa al Mondiale 2006. Nel 2007 fa parte dei convocati per la Coppa America ma ottiene solo due presenze e una rete. Con Maradona indossa più spesso la maglia albiceleste ma partendo spesso dalla panchina, grazie all’annata del Triplete viene convocato al Mondiale 2010 partecipando a sole due partite. Nel 2011 entra tra i 23 per la Coppa America ma non scende mai in campo. Saranno in tutto appena 25 le presenze con l’Albiceleste, con 4 gol segnati.

Diego Milito: alcune curiosità

Grazie alla doppietta inflitta al Bayern Monaco nella finale di Champions League di Madrid è stato nominato Miglior giocatore della finale di UEFA Champions League 2010.

Il suo soprannome El Principe deriva dalla stretta somiglianza ad un altro giocatore sudamericano, ovvero Enzo Francescoli che ha militato in Italia tra il 1990 e 1994 vestendo le maglie di Cagliari e Torino.

Il 3 maggio 2009 Milito segna tre gol nella derby della Lanterna contro la Sampdoria: è stato il primo giocatore ad esserci riuscito.

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