Gigi Simoni Inter
Leggende nerazzurre

Leggende nerazzurre: Luigi Simoni, l’allenatore gentiluomo

Da mago delle promozioni ad allenatore dell’Inter. La storia del tecnico emiliano che si è contraddistinto per umanità, semplicità e sorriso

Il 22 maggio 2020 muore Luigi Simoni. Colpito da un ictus il 22 giugno dell’anno prima, è stato ricoverato presso l’ospedale di Pisa fino a marzo, è stato dimesso per ragioni di sicurezza visto l’aggravarsi dell’emergenza coronavirus. Sessant’anni passati nel mondo del calcio: calciatore, allenatore e infine dirigente.

“È stato un signore”, ricorda chi lo ha conosciuto. Dimostrandolo ad esempio nell’episodio dello scontro Ronaldo-Iuliano durante il campionato 1997/98 – da allenatore dell’Inter – in cui si rivolge all’arbitro dicendogli semplicemente: “Si vergogni”.

Il mondo interista lo ricorda come il “tecnico gentiluomo verso il quale provavo grande stima e affetto”, attraverso le parole di Massimo Moratti. Il capitano dell’epoca, Giuseppe Bergomi, di lui dice: “Un grande uomo che ha avuto meno di quanto meritasse. Non aveva pregiudizi, una volta mi disse: per me sono tutti uguali, 18enni o 35enni, è il campo a decidere”.  Addirittura Ronaldo, il campione che per lui era come tutti gli altri, lo ricorda in modo particolare: “Gigi Simoni per me non è stato solo un allenatore. Uomo saggio e buono, che non ti ordinava di fare le cose, ma ti spiegava perché quelle cose erano importanti. Penso a un maestro, un direttore d’orchestra. Lo ricordo così, con quel sorriso, la sua voce sempre calma, i suoi consigli preziosi. Potevamo e dovevamo vincere di più. Grazie mister, mi hai insegnato più di quanto immagini.

Luigi Simoni: la storia

Dopo aver disputato 368 partite da calciatore professionista con 62 gol, di cui 187 in Serie A con 32 reti, inizia la carriera da allenatore. La gavetta di Simoni, prima di arrivare al grande incarico, è lunga. Subentra sulla panchina del Genoa in Serie B, nella stagione 1974/75 e ci resta per quattro stagioni, con all’attivo un primo posto e conseguente promozione in Serie A e una retrocessione in B dopo un anno di permanenza nella massima serie.

Lascia il Genoa per andare ad allenare il Brescia – sempre in Serie B – ottenendo la promozione nella seconda stagione. Richiamato dai rossoblu per la stagione 1980/81 in Serie A, centra tre salvezze di fila prima di retrocedere nuovamente alla fine del campionato 1983/84.

Nelle successive sei stagioni allena Pisa, Lazio, poi di nuovo Pisa, ancora Genoa, Empoli e Cosenza, tutte in Serie B. Ottenendo due promozioni col Pisa e quattro esoneri con le altre squadre. Nella stagione 1990/91 riparte dalla Serie C1 con la Carrarese, ottenendo la promozione in B al secondo anno.

Allena per le quattro stagioni seguenti la Cremonese, ottenendo anche una promozione in Serie A, due salvezze e una retrocessione in B. Nel 1996 viene ingaggiato dal Napoli, ma dopo un’ottima prima parte di stagione con il secondo posto a metà campionato, viene esonerato nel girone di ritorno. Si accorda per la stagione successiva con l’Inter del neoacquisto Ronaldo.

Contende lo scudetto alla Juventus fino al 28 aprile 1997, giorno dello scontro diretto vinto dai bianconeri tra le polemiche interiste per il famoso scontro in area Ronaldo-Iuliano. In questa stagione vince la Coppa UEFA. L’anno seguente viene esonerato a novembre dal presidente Moratti.

Nelle stagioni successive allena il Piacenza e il Torino, venendo esonerato in entrambi i casi. Il 10 dicembre 2001 si accorda col CSKA Sofia, col quale ottiene un terzo posto in campionato, perdendo la finale di coppa nazionale. Nella stagione 2002/03 allena l’Ancona, riportandolo in Serie A a fine campionato. Ritorna al Napoli – subentrando ad Agostinelli – ma nonostante la salvezza ottenuta sul campo, la squadra retrocede per fallimento.

Prima di cominciare l’esperienza da dirigente, allena nelle ultime due stagioni il Siena e la Lucchese. Gli ultimi anni nel calcio sono da Direttore Tecnico. Prima a Lucca, poi a Gubbio e infine con la Cremonese, dalla quale si dimette il 2 giugno 2016.

Luigi Simoni: il palmares

Nella carriera di Luigi Simoni sono presenti tre campionati di Serie B, due vinti col Pisa e uno col Genoa, e una coppa Anglo-Italiana vinta con la Cremonese, battendo in finale a Wembley il Derby County per 3-1. Unica affermazione con una squadra di Serie A è la Coppa UEFA vinta nella stagione 1997/98 alla guida dell’Inter. Battendo in una finale tutta italiana, disputata al Parco dei Principi di Parigi, la Lazio per 3-0.

1 Coppa UEFA

A questi si aggiungono una Coppa Italia col Napoli e un campionato di Serie B col Genoa, vinti da calciatore.

Luigi Simoni: alcune curiosità

Nella sua carriera ha ottenuto sette promozioni, superato in questa speciale statistica dal solo Osvaldo Jaconi – a quota 11, di cui però tre ottenute tra i dilettanti – sei in Serie A (record) e una in B.

Simoni da calciatore, fu convocato per tre raduni della Nazionale allenata da Edmondo Fabbri, senza mai esordire. Il 27 giugno del 1965 durante l’amichevole contro l’Ungheria, è protagonista involontario dell’esordio in Nazionale di Riva. Infatti prestò la propria maglia numero 16 a Riva – ancora sconosciuto – e questo indusse in errore il telecronista dell’epoca Carosio convinto che ad entrare fosse stato proprio Simoni.

Vinse la panchina d’oro per la stagione 1997/98, proprio quella in cui avvenne lo scontro Ronaldo-Iuliano, quasi come risarcimento di quanto avvenuto.

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