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Leggende nerazzurre

Leggende nerazzurre: Javier Zanetti, capitano e gentiluomo

Il simbolo del triplete interista. Da sconosciuto a capitano e infine a dirigente dell’Inter: storia della bandiera nerazzurra

Javier Zanetti lega indissolubilmente la sua carriera ai colori nerazzurri. Nelle 19 stagioni in campo – di cui 13 da capitano – è protagonista di tristi pagine della storia interista, ma anche del momento più bello ed emozionante: il triplete. Da calciatore e capitano è stato un esempio di sportività e correttezza, guadagnandosi la stima di compagni, avversari e addetti ai lavori. Venne

Javier Zanetti: la storia

Javier Adelmar Zanetti nasce il 10 agosto 1973 a Buenos Aires, in Argentina. Muove i primi passi della sua carriera nelle giovanili dell’Independiente. Nel 1989, dopo sette anni in cui veste la maglia dei Diablos Rojos, viene scartato perché considerato fisicamente piccolo e debole. Lascia il calcio per più un anno per dedicarsi allo studio e al lavoro, ma viene convinto dalla famiglia ad accettare la proposta del Talleres. Scala velocemente le gerarchie del club, che gli offre il primo contratto da professionista. Esordisce in Primera B Nacional – la seconda divisione del calcio argentino – il 22 agosto 1992, subentrando nel finale della partita giocata contro l’Istituto Atletico Central Cordoba.

Nell’estate del 1993, dopo 33 presenze e un gol con la maglia del Talleres, viene acquistato dal Banfield, squadra della Primera Division argentina. Sceglie di indossare la maglia numero 4 che non abbandonerà più fino al termine della carriera. Le successive due stagioni da protagonista col Banfield gli valgono le prime convocazioni in nazionale.

Antonio Angelillo – attaccante interista nei primi anni di presidenza di Angelo Moratti – lo segnala alla dirigenza nerazzurra, che lo acquista nella primavera del 1995 tesserandolo per la stagione seguente. Il primo acquisto dell’era Massimo Moratti passa in sordina, perché si tratta di un giovane terzino sconosciuto, tant’è che il giorno della presentazione fa da comparsa al più quotato centravanti Rambert. Il 27 agosto 1995 esordisce con l’Inter a San Siro, nella prima giornata di campionato contro il Vicenza.

Rapidamente si afferma come terzino destro titolare della squadra, alzando il suo primo trofeo in nerazzurro nella stagione 1997/98 con la conquista della Coppa Uefa, sconfiggendo in finale la Lazio. Le stagioni seguenti sono annate difficili per l’Inter. Caratterizzate dallo scudetto perso all’ultima giornata il 5 maggio 2002 sotto la gestione Cuper, e da prestazioni in campo italiano ed europeo al di sotto delle aspettative. In questi anni inizia ad indossare per le prime volte la fascia di capitano, diventandone titolare a tutti gli effetti dalla stagione 2001/02.

Le cose iniziano a cambiare con l’arrivo di Roberto Mancini sulla panchina dell’Inter nell’estate del 2004. I nerazzurri tornano a vincere, conquistando la Coppa Italia nella stagione 2004/05 e 2005/06 e la Supercoppa Italiana nel 2005. Le conseguenze dello scandalo Calciopoli consegnano “a tavolino” lo scudetto 2005/06 ai milanesi, che danno il via ad una serie di successi culminati nello storico triplete della stagione 2009/10 sotto la guida di Josè Mourinho.

Gli anni post-triplete coincidono con le ultime stagioni di Zanetti in nerazzurro, non certo esaltanti dal punto di vista dei risultati. Il 28 aprile 2013 nella partita di campionato contro il Palermo, riporta la rottura del tendine d’Achille, che lo costringe a rimanere ai box per sei mesi. Rientra nel corso della stagione seguente, l’ultima della sua lunga carriera, disputando il 18 maggio 2014 la sua ultima partita in Serie A sul campo del Chievo. L’argentino dice così addio ai colori nerazzurri – in campo – dopo 858 presenze e 21 gol.

Javier Zanetti: il palmares

La bacheca di Zanetti è piena di titoli vinti tutti con la maglia dell’Inter. Inserito da Pelè nella lista dei migliori calciatori viventi, FIFA100. Con 1114 partite ufficiali disputate è il settimo nella classifica dei calciatori con più gare ufficiali disputate in carriera. È il calciatore straniero con più presenze in Serie A (615), il quarto in assoluto alle spalle di altre tre leggende come Maldini, Buffon e Totti. Con sedici trofei in bacheca è il giocatore più vincente nella storia dell’Inter.

5 Campionati Italiani

4 Coppe Italia

4 Supercoppe Italiane

1 Champions League

1 Coppa UEFA

1 Coppa del Mondo per club

A cui si aggiunge la medaglia d’oro ai giochi Panamericani del 1995 e la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atlanta 2006 conquistate con la nazionale argentina.

Javier Zanetti: la carriera in Nazionale

Nel novembre del 1994, Javier Zanetti viene convocato per la prima volta dal ct della nazionale argentina Daniel Passerella, debuttando il 16 novembre contro il Cile all’età di 21 anni. La carriera con l’albiceleste è piena di delusioni: nel 1995 arriva la sconfitta in finale di Confederation Cup contro la Danimarca, poi si susseguono le delusioni in Coppa America (2004 e 2007) e in Confederations Cup nel 2005 perdendo in finale sempre contro il Brasile. Nonostante avesse giocato tutte le partite del girone di qualificazione, non viene convocato per i Mondiali 2006 da Pekerman. Stessa sorte anche per i Mondiali 2010, quando viene lasciato a casa dal ct Maradona.

Il 16 luglio 2011 in occasione dei quarti di finale della Coppa America, gioca la sua ultima partita in nazionale, perdendo contro l’Uruguay. Con 145 presenze – 138 da titolare – e cinque gol, Zanetti è al secondo posto nella classifica all-time di partite giocate con la maglia dell’Argentina, dietro solo a Mascherano (147).

Con la nazionale olimpica argentina vince i giochi Panamericani del 1995 ottenendo la qualificazione per i Giochi Olimpici del 1996. Alle Olimpiadi di Atlanta, l’Argentina viene battuta solo dalla Nigeria in finale, aggiudicandosi la medaglia d’argento.

Javier Zanetti: alcune curiosità

Oltre al già citato primato di giocatore più vincente nella storia dell’Inter, Javier Zanetti ha molti record con la maglia nerazzurra. Con 858 gettoni è il giocatore con più presenze in tutte le competizioni e con più minuti giocati (73.284). Le 160 presenze fanno di Zanetti il giocatore con più gare disputate nelle competizioni europee e con 97 partite quello che ne ha giocate di più in Champions League. È il giocatore interista ad aver disputato più derby (47) e il calciatore con più presenze consecutive, 167 partite dal 2006 al 2010. Infine, il suo regno come capitano è il più lungo della storia nerazzurra, durato ben 13 stagioni.

Dopo il ritiro dall’attività agonistica, nel 2014 è nominato vicepresidente dell’Inter dall’allora patron nerazzurro Erick Thohir.

Il 5 maggio 2015 in occasione del Match x Expo a San Siro, l’Inter ritira la sua maglia numero 4.

Il secondo nome Adelmar è in onore di un medico che gli salvò la vita da neonato, quando soffriva di problemi respiratori. Il soprannome di Javier Zanetti è “Pupi” che lo eredita dal fratello maggiore Sergio, nel corso del suo primo anno al Banfield. In squadra c’erano quattro Javier, quindi per distinguerlo dagli altri iniziarono a chiamarlo col nomignolo del fratello. Viene anche nominato dai tifosi interisti “El Tractor”.

Zanetti è molto impegnato in prima persona nel sociale. Nel 2002 insieme alla moglie Paula crea la Fondazione PUPI, che si occupa di fornire sostegno economico ai bambini e alle famiglie disagiate di Buenos Aires.

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