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Inter furiosa, è scontro sulle date per la ripartenza della Coppa Italia

Definite le date ufficiali per la ripartenza del calcio italiano. L’Inter definisce “sconcertante” la proposta delle date di Coppa Italia

Ancora prima di ricominciare col calcio giocato, iniziano le polemiche sul calendario. Nella tarda serata del 28 maggio sono state decise le prime date ufficiali per la ripartenza del calcio italiano. Si dovrebbe riprendere il 13 giugno con la semifinale di ritorno di Coppa Italia Juventus-Milan, il giorno dopo si gioca l’altra semifinale Napoli-Inter, con la finale in programma il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma. Il primo turno di campionato è previsto invece per il 20 giugno.

“A Napoli in campo la Primavera”

La protesta sulle date è guidata dall’Inter, con Juventus e Milan che non sono d’accordo con la definizione di questo calendario. Nella giornata del 29 maggio la Lega di Serie A si incontrerà e voterà per confermare le date proposte e stabilire il calendario di tutto il campionato. Ed è proprio qui che la società nerazzurra si sentirebbe ancor più penalizzata rispetto alle altre big. L’Inter, infatti, deve recuperare ancora la partita contro la Sampdoria della 25^ giornata.

Nel caso in cui il 20 giugno si decidesse di ripartire con il recupero della giornata incompleta, i nerazzurri sarebbero costretti a giocare tre partite in sette giorni – nel caso di qualificazione alla finale di Coppa Italia – dopo tre mesi di inattività. Arriva così la pesante provocazione della società interista: scendere in campo a Napoli con la formazione Primavera.

Rievocazione del campionato 1960/61

L’idea-provocazione dell’Inter sarà esaminata nel corso del Consiglio di Lega, ma nell’ipotesi di una conferma delle prime date proposte, sarebbe uno schiaffo alla regolarità del torneo.

Nella storia nerazzurra esiste un episodio analogo: campionato 1960/61, Juventus-Inter 9-1. I fatti iniziano il 16 aprile 1961 al Comunale di Torino, l’Inter seconda in classifica sfida i bianconeri primi con quattro punti di vantaggio. Lo stadio però è stracolmo, e le tribune non riescono a contenere gli spettatori che si riversano ai bordi del campo. L’arbitro ipotizzando una situazione di pericolo per l’incolumità dei calciatori, sospende la partita al 31′.

In questi casi il regolamento stabiliva l’assegnazione della vittoria a tavolino per l’Inter. La Lega avalla questa decisione, ma in seguito al ricorso della Juventus, si decide di far rigiocare la partita. In quel momento le due squadre erano a pari punti in classifica – avendo i nerazzurri recuperato l’iniziale svantaggio – ma quella decisione fece scivolare l’Inter a due punti dai rivali bianconeri. Il presidente interista Moratti per protestare contro questa decisione, decise di far scendere in campo la Primavera. Quella fu l’ultima partita di Boniperti e la prima di Mazzola.

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