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Addio a Gigi Simoni: l’allenatore gentiluomo

L’ex allenatore nerazzurro Gigi Simone ci lascia all’età di 81 anni: il cordoglio della società e di tutto il popolo nerazzurro alla famiglia

22 maggio 2020. Una data non casuale, la data più interista di tutte. 10 anni dalla storica conquista della terza Champions League. Ma una data triste per la scomparsa di Gigi Simoni. Aveva 81 anni, indimenticato allenatore gentiluomo, il mister dell’Inter di Ronaldo. Deteneva il record delle squadre promosse dalla serie B alla serie A

Quando si parla di Gigi Simoni viene quasi naturale assumere un’espressione serenità sul viso. Era quello che trasmetteva, in campo, durante gli allenamenti, nella vita. Una persona gentile, un uomo buono, un bravissimo allenatore. Un papà per una generazione di calciatori, il cardine di un gruppo, quello dell’Inter 1997/1998 che ancora oggi si identifica nella “squadra di Simoni“, con ex compagni di squadra rimasti uniti nel ricordo di un’avventura nerazzurra rimasta nei cuori di tutti anche grazie alla Coppa Uefa vinta a Parigi.

Il ricordo di Francesco Moriero

“Qui siete tutti uguali tranne uno”. La frase con cui si presentò nel ritiro dell’Inter nell’estate 1997 avrebbe potuto fare scalpore. Ma quell’uno era Ronaldo e il gruppo apprezzò la franchezza del tecnico al cospetto del Fenomeno brasiliano. “Ce lo disse da subito: siete tutti in discussione, ma con quel discorso su Ronie ruppe l’imbarazzo e ci conquistò in un secondo”. Il ricordo di Francesco Moriero è nelle parole, incrinate dalla tristezza: “Quella era una squadra ricca di talenti, ma soprattutto era un gruppo unito che, quasi 25 anni dopo si sente ancora, tutti amici”.

“Ricordo quel giorno a Piacenza – racconta Moriero -. Simoni mi rimproverava il fatto che non passassi il pallone. Stava per sostituirmi, io mi spostai sulla fascia sinistra. Presi palla, scartai tutti, feci gol. Poi andai in panchina e dissi: ‘Visto mister? Ora l’ho passata’. Ci facemmo tantissime risate”.

“Capiva l’uomo e le caratteristiche del giocatore, dava un’opportunità a tutti facendo sentire tutti importanti. Gli episodi indelebili sono tanti, come i due gol che Ronaldo gli promise prima della partita di Mosca in Coppa Uefa. Grazie a Gigi quell’anno siamo diventati tutti interisti, non ricordiamo un episodio in cui abbia perso la pazienza, quando capitò lo fece dando del “Lei” all’arbitro. Un signore”.

Sensazioni e ricordi condivisi anche da Fabio Galante e Beppe Bergomi

“Il rapporto tra la squadra e Simoni era straordinario, nessuno si è mai scontrato con lui. La sua abilità fu quella di gestire al meglio il gruppo, conservando la sua consueta umiltà. Per noi fu davvero un padre di famiglia: un papà sereno, che ti metteva sempre a tuo agio”. Come la sera prima di Inter-Real Madrid: “Eravamo in ritiro, facce lunghe e tanta tensione. Arrivò Gigi e ci disse: ‘Ragazzi, cosa è tutta questa preoccupazione? Mica dobbiamo giocare contro il Real Madrid…’. E tutti giù a ridere”.

Beppe Bergomi ha ricordato come grazie a Gigi Simoni sia riuscito a conquistarsi un posto la Mondiale del ’98, il quarto della sua carriera. “Solare, umile, sorridente e puro”, le parole scelte da Francesco Colonnese.

Ronaldo il Fenomeno ricorda Simoni su Instagram

Ronaldo il Fenomeno, ai suoi massimi proprio nel ’97/’98. Un legame speciale, quello tra l’Inter, il brasiliano e l’allenatore nato a Crevalcore. Sul suo profilo Instagram Ronie ha salutato Gigi con parole che non ha bisogno di commenti:

Gigi Simoni per me non è stato solo un allenatore. Se oggi penso a lui, penso a un uomo saggio e buono, che non ti ordinava di fare le cose, ma ti spiegava perché quelle cose erano importanti. Penso a un maestro, come in quella foto che facemmo a Natale: lui direttore, noi l’orchestra. Lo ricordo così, con quel sorriso, la sua voce sempre calma, i suoi consigli preziosi. Potevamo e dovevamo vincere di più, ma abbiamo vinto insieme, la cosa che ci raccomandava sempre: grazie mister, mi hai insegnato più di quanto immagini”.

Il messaggio di cordoglio dell’Inter

L’inter attraverso il proprio sito ufficiale ha espresso un messaggio di cordoglio alla sua famiglia e ai suoi cari in nome della società e di tutti gli interisti:

“Di Gigi Simoni ricordiamo e ci mancherà tutto. Il suo essere signore, innanzitutto. Un modo di vivere, la vita e il calcio, mai sopra le righe. Anche il suo calcio era così: umile ma funzionale, capace di far fruttare al meglio ciò che aveva a disposizione.

Sulla panchina nerazzurra arrivò nel 1997, assieme al Fenomeno, Ronaldo. Un binomio, quello Simoni-Ronaldo, che resterà per sempre nel cuore di tutti, non solo degli interisti. Un rapporto paterno, la benevolenza nei confronti di un calciatore speciale. “Ho imparato più io da lui che lui da me, in quella stagione”, amava raccontare Simoni. Una frase che spiega tanto, della persona che è stata.

Ha incarnato l’interismo più genuino. Il 6 maggio 1998 disegnò il suo capolavoro da allenatore. Imbrigliò una grande Lazio e non le diede scampo. Al Parco dei Principi Zamorano, Zanetti e Ronaldo regalarono all’Inter la terza Coppa Uefa in una notte dolcissima e magica.

Il mondo del calcio perde un bravo allenatore e una persona meravigliosa. Nella sua carriera da calciatore vinse una Coppa Italia con il Napoli e la Serie B con il Genoa. In panchina alzò, oltre alla Coppa Uefa con l’Inter, la Coppa Anglo-Italiana con la Cremonese e conquistò cinque campionati di Serie B (tre con il Genoa, due con il Pisa). Nel 1998 ricevette la Panchina d’Oro come miglior allenatore italiano. Un riconoscimento doveroso.

Noi lo ricordiamo così, coi suoi capelli bianchi, sulla nostra panchina, mentre con un sorriso si godeva le magie di Ronaldo, circondato dall’orgoglio e dall’affetto dei tifosi dell’Inter.

Ciao Gigi, ci mancherai.”

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